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    Incidenti all'Heineken

    di trompelamort (15/06/2007 - 21:30)

    Ero vicino alla torre caduta durante la tromba d'aria all'Heineken Jammin Festival. Paura poca, inconsapevolezza e pioggia tanta.

    Stamattina c'era un caldo pazzesco: tanto sole, e meno umidità dei giorni scorsi, qui, a Mestre. A casa della mia amica ci siamo tutti preparati per uscire, poi siamo andati al supermarket e abbiamo preso solo 4 birre per paura che la security ci impedisse di portare alcolici all'interno. Dopo circa due chilometri a piedi siamo arrivati all'ingresso del parco (Porta Rossa). Siamo entrati, senza nessun controllo, nè degli alcolici nè di altro; ci siam messi a camminare sui percorsi costellati dei soliti stand che c'entrano poco sia con a birra che con la musica e siamo arrivati al main stage.

    Un palco pazzesco, enorme, con attorno 4 torri - tipo SIGNORE DEGLI ANELLI -  carichi di casse e luci. Verso le 15 hanno cominciato a suonare le band vincitrici dell'Heineken Jammin Contest, e devo ammettere che non sono state niente male. Niente di nuovo ovviamente, ma qualcosa di simpatico, qualche riferimento nostalgico al punk italiano anni '90, e qualche voce simile ad altri cantanti già ascoltati. Si è andati avanti così per una-due ore, ogni tanto intervallate da pause (noiosissime) tra un gruppo e l'altro, e sempre le stesse pubblicità dell'Heineken sul maxischermo (quel cazzo di cane avrà fatto quelle sante scale una 40ina di volte...maremma!).

    Poi, finalmente, le band emergenti hanno lasciato il posto al primo dei gruppi più "rinomati": LE MANI. E allora è cominciato l'inizio della fine. Una noia, ma una noia, da sentirsi concretizzare il famoso gatto attaccato ai coglioni. Lamenti, musica noiosa, testi orrendi e musica ripetitiva.

    Dopo il 3° brano, il cantante de LE MANI annuncia che questo, il prossimo, sarà il loro ultimo brano. La gente allora si tira su, abbozza un sorriso, e qualcuno accenna anche un "Bravi!". Ma subito l'illusione scompare: il brano finisce ed ecco ripetersi l'annuncio: "La cover di una canzone di Tenco, è il nostro ultimo brano". La gente comincia a sospettare di vivere un caso di isteria collettiva, di aver sentito male pochi minuti prima, e si abbandona nuovamente alla piacevole sensazione della conclusione. Ma la canzone finisce, e ne comincia un'altra. Quando questa finisce l'annuncio si ripete, "questa è la nostra ultima canzone". Ma questa volta nella voce del cantante c'è una forza maggiore, una convinzione in più. La gente questa volta non si alza, ma da seduti scoppia un applauso potente e sorrisi e persone che si abbracciano dappertutto. La canzone finisce, e questa volta LE MANI salutano, da me risposti in dialetto con esortazioni al sesso anale.

    A questo punto, nel silenzio del ringraziamento per la grazia ricevuta, cominciamo ad accorgerci che qualche goccia comincia a farsi sentire, ma subito qualcosa ci distrae. Sui maxischermi iniziano a passare le immagini dei Killers, dei Linkin Park, e tutti pensano ad altro, dimenticando il passato..

    Ma ecco che le gocce aumentano, e i MY Chemical Romance si affacciano dietro al palco. Sulla scena cala il loro telone, col loro nome, e incomincia la pioggia. La gente ride, pensa sia tutto uno scherzo, ma il cielo non dà loro il tempo di capire che sta succedendo. Qualcuno tira fuori gli ombrelli e Kway, ma comincia il diluvio. Dapprima scrocco riparo dall'ombrello di una mia amica, ma poi il vento aumenta, la pioggia anche, e mi ritrovo con l'ombrello in mano con 5 persone sotto di me, un lenzuolo sotto l'ombrello e un gruppo di ragazzi vicini ficcatisi sotto nel mezzo del mal comune. Insomma, ha cominciato a piovere, ma a piovere, a piovere che il ciel la mandava, con tuoni, raffiche di vento e grandine (tutto questo dietro la mia schiena e lungo la linea del mio sedere, del mio perchè io stavo sotto vento!). Insomma una tromba d'aria pazzesca, con l'ombrello nella mia mano che sentivo girare di qua e di la. L'ombrello a un certo punto si è piegato, la gente attorno ha cominciato a urlare, e qualcuno anche a cantare tanto per sfidare l'intemperia. Dopo un bel po di minuti, non so dirvi quanti, la pioggia è finita, la grandine non cadeva più, e io ero così bagnato che se mi fossi pisciato addosso l'unica differenza che io ed altri avremmo notato sarebbe stata la sensazione di calore sulla mia coscia.

    Ci siamo levati il lenzuolo dalla testa, e attorno la gente rideva, si strizzava i vestiti, cercava di riprendere gli ombrelli e forse gli amici volati via, e guardava il palco aspettando che qualcuno tornasse lì su, a dirci che tutto era finito e che la festa stava per ricominciare. Ma non accadeva nulla.

    A un certo punto però qualcuno ha cominciato a parlare, un ragazzo ha detto che dovevamo allontanarci dal palco (io ero a 25 metri) per paura che cascasse. é stato allora che ho cominciato a capire che era successo qualcosa. Mi giro e comincio a guardare la gente che, con l'obietivo dei telefonini e delle fotocamere verso di me, guardava oltre le mie spalle. A quel punto ho dovuto girarmi e ho visto.

    Dietro di me, a circa 15 metri, due torri (con casse luci e personale) erano crollate. Abbiamo cominciato a sentire le sirene della polizia, poi quelle dell'autombulanze. Ci hanno spinto fuori dal recinto, e molti ragazzi restavano indietro, mentre altri avevano già circondato il luogo delle cadute e scattavano foto ai tralicci caduti sorridendo (buon motivo per non aver anch'io qui una foto).

    Anche alcuni altri gazebo (della Durex, della Playstation) erano stati gettati metri lontano, e dappertutto si vedevano cavi elettrici scoperti, tende mobili divelte e bidoni della spazzatura riversi.

    Abbiamo radunato le nostre cose e esiamo andati via. Ora son stanco. Domani se riesco a ricordare qualcos'altro ve lo racconterò.

    Ciao

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